Saturday, January 02, 2016

Corso Itinerante Agosto 2015 C4 32 dal 08 al 15 Agosto

Le tappe:

Sabato 08:         Porto Palma - Cala Corsara (Is. Spargi)
Domenica 09:    Cala Corsara - La Maddalena (per cambusa) - 
                            Porto madonna (is. Budelli)
Lunedì 10:          P.to Madonna - P.to Rafael - Isola Lavezzi
Martedì 11:         Lavezzi - Golfo di Sant'Amanza (Corsica) - 
                            Porto Vecchio (entrata notturna)
Mercoledì 12:    Porto Vecchio - Pinarellu - (notturna) Caniggione
giovedì 13:         Caniggione - Golfo Aranci
venerdì 14:         Golfo Aranci - Porto Palma
sabato 15:          Fine Corso


*****

Introduzione


In questo racconto parliamo di un corso di vela presso il Centro Velico di Caprera.
Cosa e' un corso di vela a Caprera? 
Sicuramente è molto di più di un normale corso; innanzitutto Caprera è una scuola di mare e le persone che frequentano il Centro sono persone che, seppur diverse per provenienza, studi, professioni, sono accomunate dalla passione per il mare e parlano di mare.
Negli occhi della ragazzina di 16 anni e dell' uomo di 60 vedete l'azzurro delle onde, il bianco del volo dei gabbiano e della schiuma del mare, il rosso di un tramonto infuocato, il grigio delle nubi temporalesche, il verde dei riflessi del mare di Gallura.
Una settimana o due presso il C.V.C. lasciano il segno. 
E' una vita che si dipana in 15 giorni. Si nasce all'arrivo, si cresce, si matura, si vince e si perde, si fanno esperienze positive e negative, si conoscono persone si cementano amicizie ... e quando si riparte un po' si muore, perché sull'isola si lascia sempre qualcosa di se', e si deve poi ritornare, come il salmone che torna sempre laddove è nato.


Prima tappa


Diciassette persone si ritrovano sulla banchina "del terzo", si chiama così quella banchina, verso le 15,00 di sabato 8 agosto.
Inizialmente gli sguardi un po' timidi, titubanti, timorosi: "Ciao sono Mario" e ti tende la mano con ostentata sicurezza, ma dentro di sé: "Come sarà?, Ce la farò?", perché nel proprio intimo ogni donna o uomo sa che di fronte al mare non può mentire; il mare è impietoso: lo metterà a nudo, di fronte ai compagni, certo, ma ancor di più di fronte a se stesso.
Le barche sono tre Sun Fast 3200; oscillano tranquille alla leggera brezza di Nord Ovest.
Aspettano.
Arrivano anche gli istruttori, uno per barca, e si comincia a fare gli equipaggi.
Lasciamo gli ormeggi verso le ore 17,00 meta: Cala Corsara sull'isola di Spargi: per la cambusa non abbiamo fretta, qualcosa abbiamo per cena, andremo l'indomani al supermercato a fare spesa per la settimana; ora il mare ci chiama e la brezza di Nord Ovest soffia più intensa.
Verso il tramonto partono le tre barche, con i loro equipaggi. Diventeranno una cosa sola.
Magia della vela, prendi cinque sconosciuti e in una settimana sembra che si conoscano da una vita!
Arriviamo a cala Corsara alle 19,30. diamo fondo all'ancora e poi un bel bagno in queste acque di cristallo.


Tramonto a Cala Corsara (Isola di Spargi)

Seconda tappa


Svegliarsi per vedere l'alba a Cala Corsara; il sole sorge dietro La Maddalena, luminoso, preannuncia una bella giornata.
Consultiamo il bollettino Meteomar: rinforzi da Nord Ovest.
Prima colazione in barca e bagno poi via verso La Maddalena a far cambusa.
Le operazioni di approvvigionamento viveri per la settimana occupano buona parte della mattina; il vento che è rinforzato e l'assenza di posti in banchina (è pur sempre la settimana di Ferragosto) ci obbliga a dover studiare una soluzione alternativa, che troviamo: la banchina rifornimento carburanti ci consente di sbarcare un paio di persone che vanno al supermercato con la lista della spesa.
poi troviamo, col consenso degli ormeggiatori , un posto solitamente adibito all'ormeggio dei traghetti ... c'è un po' di risacca e l'alta banchina ci obbliga a prestare attenzione. ma carichiamo cambusa e equipaggio e ce ne andiamo ad una boa all'esterno di cala Gavetta ad attendere le altre due barche.
Il vento, nel frattempo, è rinfrescato: sarà ora un 5 - 6 (18 - 20 nodi).
Ripartiamo; boliniamo nella brezza tesa tra le isole e gli equipaggi prendono confidenza con la barca. 
E' un susseguirsi di manovre, virate , strambate, prese di terzaroli, cambio vele di prua.
Visto il vento si decide per la traversata delle bocche di Bonifacio con obiettivo il Golfo di Sant'Amanza.
E' una bella bolina, la barca avanza equilibrata nelle onde gagliarde alzate dal Maestrale che va rinforzando.
Siamo quasi a 2/3 del percorso quando arriva la comunicazione di Stefano, il Capoturno che si trova sulla barca più in dietro che è meglio rinunciare. a malincuore invertiamo la rotta.
Se il mare dice no è no.
Sarà per domani, o per il giorno successivo.
Stanchi ma felici e soddisfatti diamo fondo all'ancora a Porto Madonna (Isola di Budelli) alle 17,00 circa; intorno a noi è un turbinio di piccole barchette gialle: sono i Nytec 23 del Velamareclub, una scuola di vela nata da una costola caprerina negli anni '80.
Hanno a bordo ragazzi molto giovani e stanno conducendo una sorta di campeggio nautico molto spartano tra le isole dell'arcipelago.
Prepariamo la cena, godendoci un tramonto mozzafiato;
La sera, riuniti nel pozzetto del nostro Sun Fast, ricordiamo la giornata trascorsa, ricavandone anche utili insegnamenti didattici, oltre che, naturalmente risate e battute sorseggiando un bicchierino di mirto sardo.

Terza tappa


Un'alba dai colori argentei ci accoglie al risveglio.
Minuscoli cristalli di ghiaccio negli strati alti dell'atmosfera danno questa tonalità ai luminosi raggi dl sole.
Qualcosa si muove sopra le nostre teste... qualcosa sta arrivando.



Alba a Porto Madonna con le prime avvisaglie del fronte in avvicinamento

La prima cosa per un navigante: ascoltare il bollettino meteo.
Per la giornata vento teso da Nord Ovest ... poi verso sera una perturbazione.
Ma i marinai sono desiderosi di ripartire e gli slanciati scafi mal si adattano alle lunghe soste.
E' tempo di alzare le vele.
Si decide di dedicare la mattina ad esercitazioni di recupero uomo a mare; il vento è buono e tra le isole di Spargi, La Maddalena e Budelli l'onda è piuttosto bassa.
I Sun Fast iniziano le loro gioiose evoluzioni cercando di recuperare i due parabordi legati lanciati a mare che simulano un uomo caduto in acqua.
Sulla nostra barca, ad un certo punto, c'e' agitazione: i parabordi non si vedono più; "ma erano qui!" diciamo ... l'ondina bassa ma ripida è sufficiente per nascondere due parabordi alla vista degli uomini dell'equipaggio già a pochi metri di distanza... "vedete come è difficile trovare un uomo caduto in mare" dice l'istruttore... i volti prima sorridenti si fanno più seri a quel pensiero: "dobbiamo ritrovarli"!
Nei ricordi della patente nautica emerge la tecnica Williamson per la ricerca dell'uomo in mare. La attuiamo, tornando sui nostri passi: in pochi minuti i parabordi sono in barca, tra l'entusiasmo generale!
Arrivano comunicazioni radio: su un'altra delle nostre barche un ragazzo si è fatto male ... poi sull'altra rompono alcuni canestrelli della randa (cursori che permettono di alzare la vela sull'albero).
Stefano, istruttore della prima barca comunica che dirige su Palau per fare vedere il ragazzo alla guardia medica; noi seguiamo la seconda barca in avaria casomai avesse bisogno di assistenza.
Attendiamo a una boa di porto Rafael che entrambe le altre barche siano di ritorno.
Arrivano dopo un oretta. il ragazzo sta bene e la randa è riparata. 
Pranziamo.
Via partiamo per la Corsica!
Gli animi sono eccitati. dobbiamo fare le Bocche di Bonifacio con 25 - 30 nodi di bolina da NW e onda formata.
Senza esitazione ma con la dovuta cautela tipica dei marinai affrontiamo le prime miglia che si rivelano subito impegnative ed affascinanti.
Il vento è forte ma non impossibile, le vele (fiocco e randa con una mano di terzaroli... poi due) adeguate. 
L'onda divertente da affrontare.
Ecco l'isola di Lavezzi al mascone di sinistra (siano mure a dritta), quasi ci siamo! 
Abbiamo attraversato le Bocche: il più è fatto!  
Per oggi siamo soddisfatti.
Cala Lazarina ci accoglie al tramonto.
L'isola e la sua spiaggia e il suo piccolo cimitero con le bianche lapidi dei marinai della fregata francese Semillante che a metà dell'800 finirono qui il loro viaggio verso la Crimea.
Nel corso di una violentissima tempesta la nave fuori controllo si disintegrò sugli scogli. 
Non uno degli sventurati si salvo'.
All'orizzonte nuvoloni neri evocano sinistri e cupi pensieri. 
Le prime raffiche di vento freddo ci colpiscono.
"svelti, ragazzi, mettiamo tutto in sicurezza, controlliamo gli ormeggi".
Il temporale arriva e gli equipaggi riuniti nella cabina di una barca ascoltano il racconto del marinaio solitario che qualche anno prima aveva qui trascorso l'inverno affrontando feroci uragani che più volte l'avevano costretto a tuffarsi per sostituire le cime d'ormeggio consumate dalle furia del vento e del mare.
Poi così come era arrivato il temporale se ne va, lasciandoci immersi in una pace unica ad ammirare le stelle.


Quarta tappa

La partenza da Lavezzi è al mattino verso le 10,00. 
Ci si guarda intorno, cercando di fissare nella memoria ancora una volta le immagini di questo luogo magico. 
Mentre si esce in mare e si alzano le vele ci si domanda: quando ci tornerò?
Le vele già si gonfiano al vento dell'ovest e il marinaio proietta il suo sguardo sempre all'orizzonte.
La nostra meta, oggi, è il Golfo di Sant'Amanza, all'estremità Nord-Est della Corsica. Arriviamo verso mezzogiorno dopo una piacevole e tranquilla navigazione con vento leggero da ponente.
Diamo fondo davanti ad una bella spiaggia sulla destra in fondo al golfo.
E' un posto suggestivo ma con una forte risacca (continue  onde che provocano il movimento oscillatorio della barca alla fonda) che ci disturba non poco.
Attendiamo a ripartire in quanto nei nostri programmi vi è l'ingresso in notturna a Porto Vecchio.
Non è facile entrare di notte a Porto Vecchio, che si trova qualche miglio a nord di Sant'Amanza.
Occorre rispettare tutti i segnali così come vengono indicati sul portolano (Pubblicazione di ausilio al navigante con le indicazioni per entrare nei porti) ma vi sono delle difficoltà in quanto non sempre di notte si vedono bene tutti questi segnali.



In particolare alla boa verde di Biforcazione (che indica i due percorsi: per il porto delle navi e per il porto turistico delle barche) occorre fare una "esse"; se alla biforcazione ci si colloca subito sulla nuova rotta per l'ingresso del porto e' facile restare all'esterno del corridoio di entrata col rischio di insabbiarsi o toccare qualche scoglio.
Arriviamo alla Biforcazione, accostiamo a dritta come da istruzioni; nel buio le boette che delimitano il percorso sono pressoché invisibili. 
Nel momento che, essendoci accorti che qualcosa non quadrava nei rilevamenti, ci siamo avvicinati, a lentissimo moto, ad una boetta per distinguerne il colore alla luce della pila, Stefano , sulla barca che ci precede, ci avverte che , secondo lui eravamo all'esterno del corridoio di ingresso. 
Verifichiamo infatti che la boa è rossa e ci portiamo immediatamente nella posizione corretta.
Anche l'ingresso in porto non è facile in quanto si presenta inclinato rispetto alla normale rotta di entrata (vedi i disegni).



Verso mezzanotte siamo comunque all'ormeggio, presso una affollatissima banchina che ci obbliga a manovrare in acque ristrettissime.
Una passeggiata tra le luci di Porto Vecchio con sosta in un bar sono il premio per i marinai stanchi ma soddistfatti della bella giornata di mare appena conclusa.


Quinta tappa

E' mattina e i marinai si svegliano di buon'ora.
Si nota una certa animazione sulla banchina di Porto Vecchio... c'e' qualcosa nell'aria.
E' noto che uno dei momenti clou del corso itinerante è la navigazione notturna; è prevista dal programma e tanti allievi fanno e rifanno il corso solo per questo momento magico.
Una mezza notturna l'abbiamo fatta anche ieri sera, arrivando qui.
E pure impegnativa!
Ma la vera notturna è un'altra cosa.
La si prepara sin dal mattino, sulla carta e nel proprio intimo.
Quando l'istruttore parla di obbligo di cintura di sicurezza agganciata al calar del sole, di life line, di fari e segnali notturni, un misto di entusiasmo, curiosità, inquietudine pervade gli animi dei coraggiosi.
E' l'ignoto che ci attrae , ci ammalia, ma ci spaventa. 
Fantasmi del passato riaffiorano nei cuori e nelle menti.
Siamo soli di fronte all'ignoto e in nessun posto come in mezzo al mare al calar delle tenebre questo diventa evidente.
Ci ritroviamo pertanto alla colazione del mattino, tutti intorno al tavolo del bar.
Le carte nautiche al posto di tazzine e croissant (siamo in Francia!) e il libro dei fari e fanali che sostituisce la carta dei dolci.
Gli sguardi sono attenti. 
L'istruttore spiega con la calma di chi di onde ne ha viste parecchie e sembra il depositario di grandi segreti, arcani riti segni magici.
Coll'entusiasmo che pervade ogni cellula, ogni fibra muscolare partiamo, percorrendo a ritroso quella via si difficile e irta di pericoli della notte passata.
"Ecco la boa!", "Vedi che dovevamo fare la esse?", "Guarda, la' ci sono le secche ... erano così vicine ".
Alziamo le vele. 
Un discreto Nord Est ci accoglie e subito le tre barche si lanciano in una sfida: bordo contro bordo, virata su virata guadagniamo il mare aperto.
Rotta ancora a Nord!
Andiamo a Pinarellu!
L'idea è quella di veleggiare la mattina, poi dar fondo a Pinarellu, una bellissima spiaggia qualche miglio a Nord di Porto Vecchio, dove pranzare, riposarci, preparare i dettagli della notturna e poi verso le 21,00 partire alla volta di Caniggione dove prevediamo di arrivare verso le due o le tre di notte; ma in mare le previsioni, soprattutto se si va a vela possono essere anche non così precise. Eolo ha sempre l'ultima parola.


Ci siamo.
Gli istruttori si sono ritirati nel silenzio. 
Tutto è in mano agli allievi.
Questa notturna segnerà per loro il passaggio alla maturità marinaresca.
La preparazione dettagliata della navigazione e la navigazione stessa sono lasciate agli allievi.
L'istruttore interverrà solo per evitare una eventuale catastrofe nel caso la rotta non tenga conto di qualche scoglietto qua e la'.
Le prime difficoltà subito dopo la partenza saranno le isole Cerbicali.
La parola "Cerbicale" riporta all'origine del nome all'aspetto brullo delle isole.
Situate tra un miglio e due miglia dalla costa, da Nord a Sud sono:
- l' Isola Forana
- I' Isola di Maestro Maria
- l' Isola Piana
- l' Isola Pietricaggiosa

a cui vanno aggiunte due isole:

- l' Isola del Toro, situata a più di tre miglia dalla costa
- lo scoglio della Vacca, situato a mezzo miglio dalla costa

Tutte queste Isole sono di piccole dimensioni (700 m la più grande, l' Isola Piana) e poco elevate: rispettivamente 34, 35 e 29 m per Fiorana, Piana e Pietricaggiosa, solo 5 m per Maestro Maria.
Noi scegliamo di uscire fuori molto distanti dalla costa oltre le isole Cerbicali per cercare il vento che nel frattempo sta calando.
Passiamo molto vicini all' Isola del Toro.



Il mare è un olio e solo pochi refoli ci permettono di avanzare nella poca luce suggestiva del crepuscolo
E' il momento più struggente. 
Poi, nel buio, l'allegro lampeggiare multicolore dei segnali di navigazione e le luci di paesi e città e il buio delle isole deserte renderanno spettacolare la nostra navigazione.
Ma siamo già in prossimità di Santa Maria. un po' di vento ha accelerato il nostro cammino.
il buio di una notte senza luna rende difficile distinguere le sagome delle Isole, occorre essere bravi con i rilevamenti e fare un preciso punto nave con le luci dei fari.
Abbiamo una prima scelta da compiere: lasciamo Santa Maria e Budelli a sinistra passando tra quelle isole e Lavezzi per poi puntare su Spargi o lasciamo Santa Maria a destra passando nel canale tra la stessa e gli isolotti Corcelli e gli scogli Barettini e Barettinelli per poi puntare al centro del canale tra La Maddalena e Spargi guidati dalla luce sicura del faro di Punta Sardegna?
Scegliamo la seconda via, più difficile ma più diretta e breve.
Davanti a noi una piccola luce lampeggiante: lo Scoglio Perduto, un nome che da solo ha la forza di evocare avventure di mare.
Ci copriamo: anche d'estate , di notte, l'umidità entra nelle ossa e senza una cerata con sotto un caldo pile si rischia di avere freddo e una delle conseguenze del freddo è il mal di mare, lo scoramento, la perdita della forza e della spinta ad andare avanti.
Ecco il faro di Santa Maria; il vento aumenta adesso la barca vola...7, ...8, ..9 nodi al traverso.
Un bel ponente teso si alza nella notte e noi siamo pronti ad accoglierlo.
Il lavoro del navigatore è continuo, al tavolo da carteggio con la luce rossa accesa ad illuminare le rotte e i punti nave tracciati sulla carta e in pozzetto dove lo stesso comunica al timoniere i dati di navigazione.
Punta Sardegna a prua, via così per 180 gradi.
E' un attimo e siamo tra Spargi e La Maddalena, Guardia Vecchia troneggia con le sue luci rosse e Palau già si distingue a prua.
Siamo a casa. 
Queste, ormai, sono acque conosciute, percorse tante volte.
Attenzione però, l'ora è tarda, i pericoli numerosi: non bisogna abbassare la guardia.
Siamo al traverso di Palau, con la Secca del Palau a sinistra. 
Santo Stefano emerge nella notte con l'inconfondibile segnale verde di Cala di Villa Marina.
Vedo a prua sono luci conosciute! Si! E' Punta Coda la base del Centro Velico Caprera!
Arrivano messaggi sui telefonini dagli amici a terra rimasti a vegliare sul mare. 
Ecco, vedono le nostre luci di testa d'albero e ci salutano!
Porto Palma è uno sfavillio di luci: sono le barche alla fonda per la notte, tra cui un magnifico veliero tutto illuminato.
E' mezzanotte passata e percorriamo le ultime miglia.
Arriviamo a Caniggione verso l'una. 
con cautela e con la pila in mano cerchiamo, tra le barche alla fonda un posto per noi.
Fondo!
L'ancora scende nell'acqua nera e immobile.
Siamo fermi.
Sistemiamo la barca, un veloce aperitivo, poi a nanna.
Buonanotte, marinai.
Il domani arriva presto e nuove avventure ci attendono!


Sesta tappa

Capo Figari visto da Cala Greca.

Si parte al mattino da Caniggione, bordeggiando di bolina con un bel ponente di 8-10 nodi.
l'idea è quella di scendere la costa Est della Sardegna fino a Tavolara, se il vento lo consente.
Il mare, tornato calmo dopo le giornate ventose appena trascorse, incoraggia molti a lasciare gli ormeggi. 
E' agosto e il mare brulica di mezzi galleggianti di svariate forme e tipologie, a vela, a motore, dal piccolo gozzo allo Yacht piu' grande di un traghetto della Moby...
poco dopo la partenza il vento cala di intensità ... poi cessa completamene. 
Si cercano gli ultimi refoli...
Niente da fare, accendiamo il motore e vediamo se c'e un po di vento oltre il passo delle Bisce.




Il passaggio di molte barche, gran parte delle quali grandi, vere e proprie navi, solleva in prossimità del passo un onda fastidiosa.

Ci allontaniamo in fretta, puntando al largo.
dopo una mezz'ora circa capiamo di aver fatto la scelta giusta: allontanandoci dala osta l'onda dei motoscafi diminuisce e ritroviamo il vento.
Provenienza Ovest Nord Ovest. possiamo alzare il gennaker!
La navigazione diventa estremamente piacevole. 
Pranziamo mentre la barca, quasi lasciata a se stessa scivola verso Sud...
Salsiccia sarda, Pecorino e Pane Carasau.
Alla nostra destra, lungo la costa, riconosciamo posti noti: Cala di Volpe, la Secca del Cervo, Porto Cervo, Gli isolotti di Li Nibani, Mortorio... 
Passando al largo non facciamo il Passo delle Galere... sarà per un'altra volta.
Ecco a prua la sagoma inconfondibile di Capo Figari!


I profili della costa visti dalla barca durante la navigazione.


E' ormai tardi per arrivae fino all'Isola di Tavolara. 

Sntiamo le altre barche alla radio: sono parecchio indietro. 
Hanno fatto una breve tappa in porto a Poltu Quatu per un ragazzo che aveva un problema fisico; li aspettiamo. 
Arriveranno tra un'ora circa. 
Doppiamo Capo Figari, immenso nella sua mole.
Ammainiamo il gennaker e puntiamo su Cala Greca.
Dopo breve sosta in questo luogo magico, dai colori unici, meta di appassionati di immersioni, procediamo verso l'isolotto Figarolo dietro al quale diamo fondo attendendo l'arrivo delle altre due barche.
Un bagno nelle acque cristalline è la giusta ricompensa per la giornata.
E' sera, gli amici sono arrivati, andiamo a terra a Golfo Aranci per la cena del corso, preludio alla giornata conclusiva.





Settima tappa


E' la mattina del venerdì, ultimo giorno di navigazione.
Una bella mattina luminosa, fresca, con già un leggero ponente, che si spera,  possa rinforzare nel corso della giornata.
Si, perché è tradizione che il corso si concluda con una sfida finale tra gli equipaggi, una piccola regata che si concluderà con l'ingresso in Porto Palma.
Lasciamo quindi gli ormeggi e ci portiamo oltre l'isolotto Figarolo.
Esercitazione: è tradizione marinara salutare ponendosi in linea di fila (le barche si pongono con andatura di bolina sulla stessa scia a breve distanza l' una dall'altra)  ammainando la vela di prua simultaneamente su tutte le imbarcazioni al comando (fischio) del comandante della squadra (nel nostro caso, Stefano, il Capo Turno) e al comando successivo alzandola nuovamente.
La cosa viene abbastanza bene quasi subito: faremo questa manovra stasera, prima di tornare alla nostra banchina, per salutare la Base e gli amici del CVC. 
Navigazione libera. 
Vento da Nord Ovest, leggero.
Risaliamo verso le Bisce, verso Nord, verso casa.
Si cerca il vento, si regolano le vele, tutti fanno di tutto per ignorare quello che ognuno di noi sa fin troppo bene: tra poco il viaggio sarà finito, e questo gruppo di marinai, ormai fratelli, si scioglierà; ciascuno tornerà alla propria casa, a Milano, a Roma , a Torino, fino a Shanghai, come il "Cinese", italianissimo residente per lavoro in Cina ormai soprannominato così dai compagni di equipaggio.
Ma Caprera resterà con ciascuno di noi e un filo sottile ci terrà legati fin quando saremo di nuovo tutti qui a manovrare le stesse scotte, a scrutare lo stesso orizzonte e gli anni passati lontano parranno minuti.
"Attenzione!!!!!"
Alla radio la voce di Stefano è forte e precisa:
"Dieci minuti alla partenza!!! Linea di partenza: Capo Ferro - faro delle Bisce! bolina fino a secca Tre Monti, poi boa verde del Fico e arrivo all'ingresso di Porto Palma, tra i due pilastrini"
-3, -2, -1 ... VIAAAAAAA
Le barche scattano nel ponente ormai formato,
virano, si curano, lottano, ogni equipaggio ce la mette tutta.
La degna conclusione della bellissima settimana.
La sera arriva presto, troppo...
Siamo di nuovo in banchina, la banchina "del terzo".
Grazie Ragazzi!


Thursday, December 31, 2015

Passo della Piantarella - ottobre 2011 Sun Fast 3200



Estremità Sud della Corsica - isola Piana


Passaggio della Piantarella

Vento 5 (17-21 nodi scala Beaufort)
Onda corta e ripida fino a 1 metro.
Ore 14 30 circa del 27 ottobre.

I due Sun Fast si lanciano nell'onda corta e ripida del Passo. 
I Navigatori sono intenti a controllare l'allineamento corretto con i due segnali posti uno sull'Isola Piana e uno sulla punta Sud della Corsica.
Occorre infatti stare il più possibile sulla rotta indicata dall'allineamento perchè il passaggio è stretto e ai lati vi sono infiniti scogli.
Di bolina occorre fare molte virate una dietro l'altra senza sbagliare ... o si perdono i metri faticosamente guadagnati per risalire il vento.
La meta che si vuole raggiungere in serata è Rondinara (costa Sud Est della Corsica).
I rumori ritmici che colpiscono lo scafo aumentano di frequenza e intensità man mano che le prue avanzano: pum pum pum ... lo spazio è poco e poi gli scogli: "Pronti a virare!" grida il navigatore a timoniere e equipaggio; con la sua bussola di rilevamento in mano e la carta nautica e i suoi appunti nell'altra fatica a non tradire una certa tensione... "Vira!".
Il timoniere prontamente esegue e in un attimo le vele sono bordate sulle nuove mura.
pum pum pum pum...
Il navigatore tiene la carta in mano e prende il rilevamento, lo confronta ...verifica ... pum pum pum pum: "pronti a virate!" ... "Vira!"
L'onda è sempre più ripida e cattiva pum pum ... "Vira!" , "Gli scogli!", "Attenti!, "Vira!", pum sbam sbam  "veloci a cazzare il fiocco!", "Vira!", pum sbam ciuffff , "Vira!", "Cazza!", "Ecco... siamo sull'alineamento ... superato ... pronti a virare!!!", "Vira!", "Cazza!", "Allineamento ...", "Vira!", ... "Quasi ci siamo!", "Vira", "Ecco... l'allineamento, lo scoglio... vira!"... "Bene la rotta è corretta ... ci porta fuori ".
L' onda è più dolce, l'equipaggio si rilassa, la barca procede sul suo cammino ormai sicuro; L'onda non più nemica la segue, la culla, l'accompagna; non più violenta, non più che picchia; il mare aperto è avanti la prora, siamo fuori!
Rotta su Rondinara.
Volete un tè con i biscotti?

Disegnino in prospettiva delle onde e rotta seguita (bordeggio di bolina)


Baia della Rondinara: come siamo entrati e dove abbiamo dato fondo all'ancora.



Tracciato rotta seguita


Carta nautica - dettaglio


Sun Fast 3200

Monday, December 28, 2015

Cargese, Corsica

Luglio 2010

Barca: "Sera", Hanse 371

Ore 18,00 circa - ponente leggero 7 - 10 nodi - tempo bello.




Dopo aver navigato per tutta la giornata lungo la costa ovest della Corsica, splendida per il colore rosso delle rocce a picco sul mare blu, arriviamo alla bella cittadina di Cargese.
Il porto non è molto grande e noi troviamo posto, l'ultimo o il penultimo disponibile, quasi all'imboccatura del porto appena sotto la lanterna rossa.
Dopo aver sistemato la barca e controllato che l'ormeggio sia ben fatto, scendiamo a terra.
Davide e Giampaolo restano in banchina; io, invece, mi avvio verso la spiaggia che avevo visto entrando in porto; voglio vedere se trovo qualche conchiglia: infatti cerco sempre qualche conchiglia da portare a casa in ricordo dei luoghi di mare visitati.
E' una spiaggia piccola, con alcune rocce e, subito dalla parte opposta rispetto alla battigia, verso la cittadina, alcune canne palustri, forse nate attorno ad un occasionale fiumiciattolo.
Guardo meglio e tra le canne intravvedo una sagoma che mi attrae, quasi mi chiama.
E' un vecchio gozzo lasciato li chissà da chi e chissà quando.




Vecchio gozzo, che ci fai lì, nel canneto, a riposare al dolce tocco della brezza di mare?
quante volte avrai affrontato ben più violente procelle e scavalcato i flutti spumeggianti portando il tuo nocchiero a pescare chissà quali varietà di pesci saporiti?
Or te ne stai a riposare, poggiato sulla sabbia, come un vecchio guerriero sulla soglia di casa che, con l'occhio ancor limpido, scruta quello che fu il luogo della sua gioventu'.
La pittura del tuo scafo è un po scolorita, alcune tavole, cotte dal sole, sono solcate da rughe profonde.
Parlami, vecchio gozzo, raccontami le tue avventure.
Socchiudo gli occhi, vedo onde spumeggianti nelle prime luci dell'alba, il gagliardo maestrale, un uomo, nella sua cerata, che lavora con l'entusiasmo e la fatica di chi deve portare a casa l'onesto compenso del suo lavoro.
Vedo anche ragazzi che, nelle calde domeniche estive, costeggiano le scogliere scavate dal mare impetuoso; col gozzo del padre sognano avventure d'altri tempi.
Gli anni sono passati, vecchio gozzo, e il tuo antico compagno dove sarà?
I ragazzi che hai visto crescere, che hai accompagnato nelle prime avventure della vita? 
Ti avranno ancora nel cuore?
Una lacrimuccia mi scende sulla guancia...
Mi desto!
Devo tornare alla barca, mi avvio nella luce del sole che volge al tramonto, tra poco si cena e dobbiamo cucinare.
Vecchio gozzo, ti porterò nei miei ricordi più belli di mare.












Saturday, December 26, 2015

Corso C3 33 dal 15 - 22 agosto 2015

Giovedì 20 agosto

ore 21 30

La banchina dove riposano le barche del corso C 3,( secondo livello cabinati, prima settimana stanziale) i First 25.7 Bora e Ghibli, si anima in modo inconsueto.
A dire il vero le barche, al rientro della normale navigazione giornaliera, non erano state messe a a posto come al solito.
Le vele, seppur ripegate sul boma, non erano riposte nei sacchi e le scotte erano pronte all'uso.
Gli allievi, baldanzosi, scendono il vialetto che già e' difficile da identificare vista l'ora tarda e l'assenza di luci... solo i cellulari e qualche pila illuminano il cammino.
Sulla testa del pontile lampeggia una luce normalmente spenta.
All'ignaro osservatore passano nella mente quesiti strani: che ci fanno i "caprerini" (frequentatori del Centro Velico Caprera, siano essi allievi o istruttori) pronti ad uscire a vela a quest'ora della sera anzichè starsene alla base a raccontare le avventure della giornata appena trascorsa con una birra Ichnusa in mano?
E' presto detto: gli ardimentosi si preparano alla loro prima esperienza di navigazione notturna e gli animi appaiono eccitati, sorridenti anche un po' preoccupati: ce la faranno a evitare i pericoli, gli scogli, e soprattutto i traghetti della linea Palau - La Maddalena?
Le cartine e gli appunti sono nelle mani dei navigatori e gli equipaggi hanno già studiato a fondo il percorso, ma la notte in mare incute sempre un certo timore nel cuore del navigante.


La rotta prevede la circumnavigazione dell'isola di Santo Stefano in senso orario con partenza e arrivo in Porto Palma
Nel disegno sono indicati tutti i segnali da tenere in considerazione; ulteriori pericoli sono costituiti dalle numerosissime barche grandi e piccole presenti in agosto nella zona.


E' ormai buio e gli equipaggi mollano gli ormeggi salutati dagli amici del corso C1 e C2 (prime due settimane corso cabinato; sono i livelli precedenti al C3 di cui stiamo narrando le avventure) che, un po' invidiosi, restano in banchina.
i navigatori rispondono ai saluti con un misto di orgoglio e timore.
Coraggio caprerini che restate a terra: l'anno prossimo toccherà a voi!!!


Sulle barche si accendono le luci di navigazione e i navigatori, con gli occhi attenti sulla carta e sugli appunti comunicano rilevamenti e rotte ai timonieri.
L'uscita da Porto Palma è resa difficoltosa dalle numerosissime barche ala fonda per la notte, tra cui un enorme yacht russo illuminato come un albero di natale a motore proprio all'uscita della rada di fronte a Cala Fico.
Si alza una leggera brezza da ponente che fa scivolare gli scafi silenziosi nella notte.
Per sicurezza abbiamo il fiocco e la randa con una mano, che ben presto togliamo.
siamo fuori e la brezza rinforza e gira leggermente a Sud Ovest. Ottimo per noi!
Rileviamo il faro di Capo d'Orso, la boa verde del monte Fico ed altri segnali che lampeggiano nella notte con i loro colori.
Viriamo, rotta 270. Entriamo nel canale tra Santo Stefano e Palau.
Ecco a dritta leggermente in dietro la base di punta Coda dove stanno i ragazzi delle derive: staranno cantando la canzone del sole?
A bordo si ode lo sciacquio ritmico delle ondine sullo scafo e un senso di contatto con l'infinito pervade il navigante.
Attenzione! C'e poco tempo per i pensieri. Palau con le sue luci e i traghetti che numerosi lo collegano alla Maddalena ci è presto davanti!
Sulla destra , suggestiva, la luce verde di Villa Marina.
O tu che immoto vegli sul mare col tuo sguardo perennemente all'orizzonte, tu che hai visto le miserie degli uomini, osserva noi trepidanti novellini del mare, sotto il tuo Nord Est di granito rosa sardo che innumerevoli tempeste ha affrontato.
(sopra Villa Marina una enorme scultura in granito raffigurante un marinaio giace a pezzi, smontata. E' li dai tempi della seconda guerra mondiale e il busto del marinaio, che la tradizione vuole essere Costanzo Ciano, col cappello tipico chiamato Nord Est, in posizione eretta osserva il mare).
Il vento ci è favorevole e poggiamo sulla rotta 14° in allineamento con la rotta dei traghetti. prua sulla Maddalena. Santo Stefano a dritta.
Nella notte si scorgono a sinistra lo spumeggiare della secca del Palau e della secca di mezzo passo.
Accostiamo a dritta: è quasi ora di seguire l'allineamento 64° che ci porterà all'ingresso del porto.
C'e' un po' di fermento a bordo del Bora (una delle due barche)... il navigatore è teso... ripete i rilevamenti... ecco per un soffio e potevamo essere sugli scogli di Santo Stefano!!!
Anche l'altra barca racconterà poi di qualche scampato pericolo: tuttavia se si è preparati adeguatamente i rischi possono essere ben gestiti.
Ma ornai vediamo il canale segnato dalle boe verdi a destra e rosse a sinistra che ci portano all'ingresso del porto della Maddalena.
Il vento favorevole ci sospinge al lasco.
Sulla sinistra scorre luminoso l'abitato della Maddalena.
Entriamo nel porto. Sulla destra Santo Stefano e l'ex base americana.
poco piu' avanti una visione bellissima.
Un veliero alla fonda, illuminato. Siamo in un isola Caraibica, e quello è un vascello pirata!


No. E' la nave Palinuro della Marina Militare!
Procediamo veloci, guidati dalla luce del faro di Capo d'Orso e dalla boa del Fico.
Presto siamo all'ingresso di Porto Palma.
Passiamo a poppa dello yacht russo e alcuni uomini della sicurezza compaiono sui ponti e ci tengono d'occhio: chissà chi c'e' a bordo!



Arriviamo alla banchina dopo un attento slalom tra le barche in rada.
La presa del nostro gavitello (boa) è un po avventurosa me è l'una di notte e siamo un po stanchi ma soddisfatti.
Buonanotte naviganti, domani nuove avventure ci attendono.







Andora - Barcellona, verso il sole della Costa Brava

Navigazione di trasferimento dell’imbarcazione “Sera” Hanse 371 da Andora a Barcellona (SP) dal 22 luglio al 31 luglio 2011

Equipaggio : Davide il Comandante, Gianpaolo ottimo marinaio e cuoco ed io mozzo tuttofare.

Prima tappa: Andora – St. Raphael 

venerdì 22 – sabato 23 luglio

Lasciamo gli ormeggi alle ore 23,00 del giorno 22, dopo che nel pomeriggio, seduti sul muretto della spiaggia di Andora, avevamo guardato parecchi siti web meteo e discusso sulle varie ipotesi di evoluzione del tempo .


Abbiamo notato, infatti,al calar della sera il levarsi di una discreta brezza di terra.
L’intenzione è quella di partire l’indomani mattina presto, ma il segno è stato letto di buon auspicio, visto anche il nome della barca “Sera” appunto.



Usciamo dal porto, ma dopo poco la brezza si quieta; trascorriamo la notte in navigazione a motore con poco vento e fastidiosa onda residua (onda che va a ridursi dopo una mareggiata) da Sud che mi fa venire il mal di mare!
Alle 03,00 sosta nel porto di Sanremo per stanchezza equipaggio (ebbene si, avevamo il mal di mare …) ; approdo all’inglese in banchina all’ingresso a sx dove solitamente dovrebbero stare i pescherecci. (ormeggio all'inglese: barca affiancata alla banchina e non disposta prua- poppa)



Dopo un buon the inglese (tutto inglese … chissà mai che diventiamo come loro duri marinai!) un paio di ore di sonno ristoratore lasciamo l’ormeggio e riprendiamo il mare.
La giornata che segue è caratterizzata sempre da poco vento e dal persistere dell’onda fastidiosa (fino a 2 metri!). il malessere ci accompagna per tutta la giornata ma cominciamo ad abituarci (è il the inglese… diventiamo duri lupi di mare!).
Alle 18, 30 arriviamo all’agognata meta: St, Raphael, finalmente con un bel vento sui 20 nodi dritto di prua che ci impegna per l’ingresso in porto, non proprio facile.

La cena in una tipica creperie è il toccasana per i marinai : crépes salata di grano saraceno con formaggio e prosciutto (specialità bretone) e sidro secco .





Note.
Le previsioni non ci hanno azzeccato molto in generale; anche i bollettini francesi !
Dalle 2300 alle 0500 Andora – S. Remo per 20 miglia

Dalle 0830 alle 1830 S. Remo – St. Raphael per 60 miglia.


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2^ tappa: St. Raphael - Le Levandou  

Domenica 24 luglio




E' domenica mattina quando partiamo dal dolce porto di St. Raphael con un bel vento di 15 - 20 fino anche a 25 nodi. la nostra rotta è versi L'Ile de Levant (Porquerolles).
Alziamo il genoa e per un tratto procediamo solo con questa vela; poi alziamo anche la randa ma provvediamo a ammainarla quando il vento sale sopra i 18 nodi reali. Questa gestione ci permette di navigare in tranquillità ma con una bella vela di prua che ci fa avanzare rapidamente.
Anche col solo genoa, infatti, la barca ha un ottimo angolo di bolina (circa 40° al vento apparente) e mantiene una velocità uguale; è tuttavia più gestibile.
Il fatto che la barca si comporti ottimamente col solo genoa fa si che evitiamo di prendere le mani di terzaroli, quando il vento è troppo per la randa la ammainiamo direttamente.
Si avanza con un bel bordeggio a 6 - 7 nodi di velocità.
Alle 18 30 entriamo nel porto di Le Levandou.



Serata al ristorante con insalatona di conchiglie, gamberi, salmone affumicato, polpo con salsa.

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3^ tappa: Le Levandou - Punta de L'esterelle (penisola di Giens)

Lunedì 25 luglio

Mattina del 25 luglio ore 08 00; ripariamo una draglia presso il porto di Le Levandou, e facciamo spesa; succhi di frutta, coca cola e due baguettes.
Alle ore 11 30 circa, dopo aver fatto gasolio, partiamo dal porto di Le Levandou.
il vento è assente.
poco dopo però si alza un vento da Ovest di circa 15 nodi. nell'increspatura una bellissima visione: un grosso pesce che salta vicino alla barca: ha tutta l'aria di essere un pesce spada!
Alziamo randa e genoa.

Il vento rinfresca fino a 20 nodi e ammainiamo la randa procedendo col solo genoa.
Alle 14 00 raggiungiamo l'Ile du Levant (Porquerolles) e diamo fondo in una bella caletta ridossata dal vento.
Cuciniamo pasta (conchiglie) al pesto; in navigazione avevamo già fatto uno spuntino con pane e acciughe.
Verso le 15 30  salpiamo.
appena usciti dalla copertura dell'isola il vento, nel frattempo salito di intensità a circa 30 nodi, e l'onda corta e ripida ci costringono a far rotta sulla punta de l'Esterelle, estremità della penisola di Giens, parte Ovest della rada di Hieres.
Diamo fondo all'ancora.

Poco dopo, verso le 18 00, ci spostiamo a ridosso della punta, davanti alla spiaggia in un bell'ancoraggio che ricordava molto gli ancoraggi nelle isole del Caribe, dove, se il vento non calerà si potrà passare la notte in sicurezza.
Una perturbazione sta transitando proprio sopra di noi, scende anche qualche goccia di pioggia dal cielo nuvoloso e il vento pare ruotare da Ovest a Nord Ovest, forza 7.
Ore 19 53: vento in leggero calo; ormai pensiamo di rimandare la partenza per la Spagna l'indomani mattina. Abbiamo infatti l'intenzione di far rotta su Cabo Creuse.

Note:
Partenza: h. 11 40
Sosta:      h. 14 00 - 15 30
Arrivo:    h.  16 15
percorse 17 miglia




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4^ tappa: Penisola di Giens (Hierès) – Cabo Creuse (SP)

martedi e mercoledi 26 e 27 luglio

Inizialmente pensavamo di partire alla ore 05,30, ma verso le 04,00 sono uscito in pozzetto e ho visto che il vento era assente; in compenso si poteva ammirare una bellissima stellata.



Si svegliano anche gli altri e decidiamo di partire. Alle 04,22 salpiamo l’ancora. Prua sulla Spagna!!
Appena usciti dalla Punta de l’Esterelle (Penisola di Giens) si incastra sotto il timone la cima di una bandierina di una rete da pesca: nel buio non l’avevamo vista! Ci liberiamo alla svelta, senza danneggiarla.
Subito dopo di noi partono altre 4 o 5 barche.
Nelle prime luci dell’alba un delfino ci viene a salutare.
Rotta per 260°; procediamo a motore, il vento è max 2-3 nodi da SW l’onda è fastidiosa in prua ma in diminuzione.
Avvistiamo la pinna di un pesce luna.
Si continua ad avanzare per lo più a motore . il vento SW 3 tranne per un breve istante verso mezzogiorno NW 2 max 3 onda sempre da SW.
Riusciamo a fare vela per un paio di ore.
Scende la notte, il vento cala ulteriormente ma le onde da SW montano e il mare diventa fastidioso; poi il vento aumenta ma in prua.
All’inizio tentiamo di bordeggiare, ma poi ammainiamo e continuiamo a motore sulla rotta diretta; nel golfo del leone non è il caso di perdere tempo.
Verso l’alba il vento gira a NW e aumenta di intensità. Mettiamo il genoa e col motore filiamo 7 nodi; poi spegniamo il motore e col solo genoa filiamo anche 9 nodi col vento che nel frattempo è rinforzato; a 10 miglia da cabo Creuse apprezziamo 30 nodi al traverso : la barca vola.
Aumenta anche l’onda. Rolliamo un po’ di genoa. La barca si stabilizza.



Appena doppiato il capo prendiamo una boa in un ridosso e beviamo un tè caldo. Sono le 9,00 del mattino.
Verso le 10,00 ci trasferiamo al vicino porto de l’Escala dove arriviamo alle 12,30: una spaghettata e poi un meritato riposo.
CONSIDERAZIONI:
Percorse 165 miglia.
Cabo Creuse è un luogo particolare: il vento (NW) accelera e siccome il capo e solcato da fiordi si creano correnti che determinano anche onde ripide. Subito dietro al capo ci sono 2 sorgitori con boe o dove si può dare fondo; se il vento è forte le raffiche sono violente anche più di 30 nodi.
All’arrivo la situazione meteo marina era simile al mare d’Irlanda con freddo, piovaschi; appena preso il gavitello torna il sole e l’estate della costa Brava!!
Da queste parti attenzione ai molti pescherecci!

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5^ tappa: L'Escala - Blanes

giovedì 28 luglio

Partenza ore 10,30, arrivo alle 19,30.
Percorse 40 miglia condizioni estive sole caldo mare calmo ci godiamo la costa spagnola!


Alla sera gran mangiata di gamberi, un giretto tra le vie illuminate, le bancarelle, i parchi di divertimenti. La Costa Brava è un'industria turistica in piena regola ma è divertente; dopo la solitudine del mare un po di folla non guasta!

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6^ tappa: Blanes - Barcellona

venerdì 29 luglio

Partenza ore 10,00 arrivo ore 17,00.
Navigazione quasi tutta a motore; percorse circa 36 miglia.



La costa spagnola è tutta una costruzione! Adesso andiamo a visitare Barcellona!!

Miglia totali: 373
Ore motore: 48